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L’energia scorre dove va l’attenzione guidata dall’intenzione 

Sun Tzu

In questi anni di studio ciò che mi ha spinto e fortemente motivato non era il fatto di poter gettare la basi per una nuova professione, ma la possibilità di comprendere meglio i miei comportamenti, quelli degli altri e avere delle relazioni funzionali.
Qualcuno potrebbe dire “come non sei in grado di comprendere i tuoi comportamenti?”, sì certo molti di questi li ho sempre riconosciuti istantaneamente o appena dopo (e quando te ne accorgi dopo esserti “comportato male” non è il massimo): ho quindi imparato a mettermi in uno stato di osservatore (“meta-osservare”).

L’auto osservazione permette di comprendere molto di più di noi stessi, in quanto agiamo per schemi, definiti sulla base delle nostre esperienze, utilizzando i nostri canali rappresentazionali (filtri sensoriali) che ci permettono di mappare rapidamente il territorio in cui ci muoviamo. Un po’ come quando attiviamo il navigatore. E in tutto questo spesso ci dimentichiamo che la mappa che abbiamo disegnata non è uguale fedelmente al territorio, ne è solo una rappresentazione spesso con tanti limiti e difetti, ma per il nostro sistema nervoso centrale è più semplice procedere così.

La mappa non è il territorio
(A. Korzybski)


E così mi sono avvicinato allo studio del Metodo 4Colors.

Il metodo 4Colors, ideato di Brigitte Boussuat (scrittrice ed esperta trainer su temi relativi al cambiamento, pedagogia, team building), permette di comprendere al meglio come noi interagiamo con gli altri in diversi contesti e quindi anche come gli altri interagiscono nell’ambiente in cui si muovono.
Vengono definite 4 diverse tipologie di “energie comportamentali”: blu, rossa, gialla e verde. Possiamo visualizzare tali energie colorate su una sorta di bussola: le prime due, sono posizionate a “nord” e sono legate a un approccio più mentale nel perlustrare e muoverci nell’ambiente, le seconde due, poste a “sud”, sono maggiormente correlate al “sentire” l’ambiente in cui ci si muove. Come noterete tali energie possono esser viste anche sui punti cardinali “est” (le energie rossa e gialla, correlate alla azione e movimento) e “ovest” (quelle blu e verde, correlate alla staticità e stabilità). Inoltre potremmo leggerle anche in diagonale oppure comprendere quanto di queste quattro energie sono presenti i noi, in quanto siamo in realtà un mix di colori, un vero e proprio arcobaleno
La variabilità di tali colori ci dice “come ci comportiamo”. E questo è un aspetto alquanto rilevante anche in riferimento alle organizzazioni lavorative. Infatti studi di Harvard e Stanford hanno evidenziato che alla base delle relazioni professionali più dell’80% ci sono le nostre competenze personali e sociali (note anche come “soft skills”).
Ecco che tale consapevolezza può portare a migliorare le nostre relazioni con i colleghi, il nostro partner, i nostri familiari e i nostri amici.

Non male vero?
Importante sottolineare che, parlando appunto di comportamenti, con questo metodo non si fa ovviamente alcun riferimento alla nostra cultura, a skills tecniche, ai nostri valori e a quello che il nostro Sé più profondo: descrive il come!
Oltre a partecipare a corsi da me organizzati che possono essere di diversa durata, è possibile sottoporsi a un questionario per avere un proprio profilo dettagliato su quelle che sono le nostre “energie comportamentali” dominanti.


Approfondimento. I fondamentali del Metodo 4Colors.

Tipi Psicologici: nel 1921 C. G Jung a seguito di studi definì i tipi psicologici, ovvero persone guidate da istinti/archetipi di cui descrisse 4 funzioni principali: sensazione, intuizione, pensiero e sentimento che si combinano con 2 attitudini “introversione ed estroversione” Teoria DISC. Dopo anni di ricerche W. Marston, inventore, insieme alla moglie, dello strumento progenitore del poligrafo (la macchina della verità), disegnò quattro stili di personalità e nel 1928 formulò la teoria DISC (Dominante, controllo/potere e autoaffermazione; Influente, situazioni sociali e comunicazione; Stabile, pazienza e persistenza; Coscienzioso, propensione alle strutture e organizzazione, regole). Fece questo concentrando i suoi studi non sugli aspetti “patologici” dei comportamenti (differentemente dai suoi colleghi contemporanei), ma su come le persone rispondevano a particolari situazioni sulla base della percezione che avevano di sé e dell’ambiente. Attraverso tali ricerche evidenziò che le persone maggiormente efficaci e produttive si comportano in maniera compatibile con le richieste e le aspettative dell’ambiente.

Programmazione neurolinguistica: è il modello di comunicazione definito da J. Grinder e R. Bandler che in particolare ci permette di comprendere qual è il linguaggio alla base filmati della nostra mente e pertanto come ci rappresentiamo il mondo esterno. Infatti ognuno di noi hai dei “canali rappresentazionali” preferenziali con cui filtrare la realtà in cui ci muoviamo: ci sono soggetti “visivi” e che pertanto usano la vista per filtrare il mondo, le informazioni e imparare; gli “auditivi” che elaborano la realtà grazie ai suoni, alle parole più che con le immagini; ci sono i “cinestesici” che usano il filtro delle loro emozioni e delle sensazioni che in un momento specifici provano; gli “auditivi digitali” (o “dialogo interno”) sono coloro che filtrano la realtà attraverso la proposizione di domande cercando di fare un’analisi dettagliata prima di ogni azione

Sinergologia: è una disciplina che studia il linguaggio non verbale delle persone, tutto ciò che esse esprimono (emozioni, pensieri e desideri) al di là delle parole. Una buona parte dei gesti sono inconsci, e arrivano prima del pensiero cosciente (2-6” prima), si suddividono in 3 categorie:

  • postura, legata ai sentimenti (più stabili/durevoli), sostanzialmente conscia
  • gesti, legati alle emozioni (più fugaci), solo a volte consci
  • microgesti, correlati alle pulsioni (velocissime e incontrollabili), inconsci

Neuroscienze: sempre più attuali e che stanno portando alla luce tantissimi studi e ricerche. Di fatto un grandissimo contenitore di informazioni che mette insieme biologia (compreso gli studi evoluzionistici), scienze matematiche, scienze cognitive, linguistica, filosofia etc. e che ci aiuta a comprendere alcuni dei nostri comportamenti: come la reazione “combatti e fuggi” di fronte a un pericolo (legata al cervello rettiliano, l’area più antica del nostro cervello, che ha oltre 600 milioni di anni), come ci emozioniamo e ricordiamo gli eventi (sistema limbico, 200 milioni di anni) e tutto ciò che riguarda le nostre connessioni sociali (neocorteccia, 200 mila anni)

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