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Chi sono? Quante volte nella vita ci facciamo questa domanda, vero?

A volte ce la facciamo per giorni interi, per poi dimenticarcene poi per mesi e talvolta per anni.

Non è una domanda da poco, ovviamente, ma è una domanda a cui credo sia utile ogni tanto fare riferimento. Non dandole ascolto, con il passare del tempo. rischiamo nel tempo di identificarci con quello che facciamo, con quello che ci dicono o ci hanno detto di fare, con quello che abbiamo. E non con chi siamo nel nostro profondo.

E a questa domanda, qualche anno fa, a seguito di importanti cambiamenti che la vita mi aveva proposto uno dietro l’altro, ho cercato di dare una risposta.

E grazie a questa domanda ho potuto scoprire, anzi più correttamente. riscoprire qualcosa di me che avevo dimenticato.

Per provare a rispondere ho cominciato ad ascoltarmi e a osservarmi ed è proprio grazie a questo che ho compreso tante tante cose di me stesso e ho iniziato a vivere con più leggerezza, cercando da una parte di vivere le esperienze che la vita mi proponeva dando loro il vero significato e dall’altra cercando di vivere la vita che desideravo, dando maggior spazio alla mia parte intuitiva e istintuale.

E noi “siamo” in quanto in relazione con noi stessi, con l’ambiente in cui ci muoviamo e con le persone che ci stanno attorno. Siamo “esseri umani” e non “fari o averi umani”.
Dobbiamo anche tener conto che siamo sempre in continua relazione e comunicazione con le persone che ci stanno attorno, che siano partner, parenti, amici, colleghi di lavoro o persone che incontriamo in specifiche situazioni. Pertanto la qualità della nostra vita è strettamente correlata alla comprensione del nostro “essere” e alla qualità delle nostre relazioni: insomma al nostro “Ben-Essere”.

Ed è per questo che a seguito dei i miei studi universitari (scienze biologiche, con orientamento farmacologico e successivamente negli anni mi sono avvicinato anche alle tematiche nutrizionali) grazie ai quali mi sono avvicinato alla conoscenza della vita da un punto di vista strettamente scientifico, ho allargato i miei interessi agli aspetti relativi alla formazione, comunicazione e relazione tra le persone che operano in ambito sanitario, fino ad arrivare a seguire specifici corsi di formazione come Life Coach, acquisendo prima il certificato di facilitatore del metodo Tutta un’altra vita di Lucia Giovannini e subito dopo il diploma di Master Practitioner di Programmazione Neurolinguistica e Neuro-Semanticapresso l’Istituto Italiano di Neuro-Semantica”. Nel 2017 ho ottenuto la certificazione come consulente del metodo di analisi dei caratteri 4Colors con BlessYou/Know-Futures.

Nel 2020 mi sono iscritto alla Magistrale di Psicologia Clinica e della Riabilitazione e sto frequentando il secondo anno, animato da una motivazione profonda e una voglia di nuove conoscenze.

Inoltre da anni sto seguendo un percorso di studi come facilitatore craniosacrale (metodo Upledger) che mi ha permesso di apprendere una terapia del benessere che bene si integra con la medicina tradizionale.

Parallelamente a questo percorso mi sono appassionato alla corsa, alle lunghe distanze, momenti che vanno oltre la sola esperienza fisica, capaci di metterti in contatto con il tuo sé e anche, visto l’interesse sul tema, agli aspetti relativi a una ottimale nutrizione per me e in linea con il mio modo di approcciare l’ambiente, il nostro povero martoriato, ma sempre meraviglioso, pianeta “Terra”.

Tutto quanto sopra descritto l’ho fatto prima di tutto per me stesso, per portare ben-essere nella mia vita e poi per poter supportare tutti coloro che hanno voglia di un vero cambiamento: questo perché mi piace pensare di poter contribuire a un “mondo migliore” abitato da persone che vogliono realmente il meglio per se stessi e per le persone che sono attorno a loro.

Così dal 2015 ho deciso di mettere a disposizione queste conoscenze, impregnate di quello che sono io come entità, a chi ha voglia di mettersi in gioco, di ritrovare la propria natura e di migliorare la relazione con se stesso e con le persone, partner, familiari, amici, colleghi, etc.

E nella mia esperienza personale di vita e professionale ho imparato che non c’è nulla di male, o di vergognoso nel chiedere “aiuto”, nel farsi aiutare da altre persone. Anzi è una dimostrazione di aver voglia di comprendersi a fondo e rinnovarsi in un momento in cui magari da soli non riusciamo a vedere le cose da più angolazioni e a sciogliere eventual nodi che ci bloccano verso il cambiamento