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“Chi sono?”, “Dove sono?”
“Cosa sto dimenticando di me?”

In questa pagina di presentazione ho voluto iniziare con delle domande che spesso ci facciamo, soprattutto nei momenti di difficoltà e di disorientamento. Quando arrivano alla coscienza queste domande è utile darle ascolto, perché ci stanno portando messaggi dal nostro profondo, dal nostro sé, dalla nostra anima: forse ci stanno dicendo che dobbiamo tornare a essere gli autori della nostra storia di vita.

Nella mia vita queste domande me lo sono fatte sempre in quei momenti in cui stavano avvenendo importanti cambiamenti e dare loro ascolto, o farle semplicemente sentirle risuonare dentro di me, mi ha permesso di vedere quanto mi stava accadendo da una prospettiva diversa, come se stessi allargando lo sguardo.

Solamente riflettendo su questa domande è possibile scoprire, anzi più correttamente. riscoprire qualcosa di noi che ci siamo dimenticati.

Infatti furono per me uno stimolo per cominciare ad ascoltarmi e a osservarmi con più attenzione potendo comprendere tante tante cose di me stesso e vivere con più leggerezza, cercando di “sostare” nelle esperienze che la vita mi proponeva dando loro il vero significato, smettendo di identificarmi con quello che facevo, coltivando la vita che desideravo, dando maggior spazio alla mia parte intuitiva e istintuale, imparando ad ascoltare il mio corpo e non solo la mia mente, osservando e dando un nome alle emozioni che provavo e ovviamente alimentando relazioni efficaci e funzionali: prendermi cura del mio “Ben-essere”.

Pertanto mi misi alla ricerca di strumenti, letture che potessero aiutarmi in questo percorso non di conoscenza, ma di riscoperta di me stesso,

Ecco che a seguito dei miei primi studi universitari, Scienze Biologiche con orientamento farmacologico, in quegli anni di “cambiamento” ho approcciato anche le tematiche nutrizionali, ho allargato i miei interessi agli aspetti relativi alla formazione, comunicazione e relazione tra le persone che operano in ambito sanitario: l’ho fatto acquisendo prima il diploma di Master Practitioner di Programmazione Neurolinguistica e Neuro-Semantica presso l’Istituto Italiano di Neuro-Semantica e successivamente  la certificazione come consulente del Metodo di analisi dei Caratteri 4Colors con BlessYou/Know-Futures.

Inoltre per molti anni ho affrontato un importante e lungo percorso di studi come Facilitatore Craniosacrale (Metodo Upledger) che mi ha permesso di apprendere una tecnica manuale non invasiva, utile peril proprio benessere grazie anche a un approccio olistico, attraverso il rilascio somato-emozionale che agisce anche su quella parte emotiva innescata, e magari rimasta sopita, da eventi vissuti nella propria vita.

A livello universitario ho conseguito anche la Laurea alla Magistrale di Psicologia Clinica e della Riabilitazione animato da una motivazione profonda e una voglia di nuove conoscenze ottenendo a pieni voti l’abilitazione alla professione,per poi iscrivermi all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 27953).
E ancora, animato sempre dalla voglia di mettermi in gioco e fare nuove esperienze ho iniziato la Scuola di Psicoterapia ad approccio psicosomatico presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica (attualmente sono al terzo anno).

Tutto quanto sopra descritto l’ho fatto prima di tutto per me stesso, per portare nutrimento alla mia vita e poi per poter supportare tutti coloro che hanno voglia di un vero cambiamento: questo perché mi piace pensare di poter contribuire a un “mondo migliore” abitato da persone che vogliono realmente il meglio per se stessi e per le persone che sono attorno a loro.

Questo lo faccio attraverso programmi di formazione pensati e organizzati secondo gli obiettivi del richiedente e indirizzati a gruppi di persone che vogliono relazioni efficaci e funzionali e mi propongo anche con il ruolo di Psicologo Clinico per un supporto individuale: infatti dalla mia esperienza personale di vita ho imparato che non c’è nulla di male, o di cui vergognarsi nel chiedere “aiuto”, nel farsi aiutare da altre persone; anzi è una dimostrazione di aver voglia di comprendere meglio i propri comportamenti, le proprie emozioni, come ci relazioniamo con gli altri in un momento della propria vita in cui da soli si fatica a vedere le cose da più angolazioni e a sciogliere eventual nodi che impediscono di tenere la rotta verso la (ri)scoperta di sé.

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